FAQ

Che differenza c’è fra la lettura ad alta voce e parlare in pubblico?

Nella lettura ad alta voce si segue un testo, nel public speaking si parla a braccio o a memoria. Sebbene sembri una cosa evidente e apparentemente ovvia, in realtà le due cose hanno impatti sulla concentrazione e sull’esposizione molto diversi che richiedono approcci differenti, anche se spesso le tecniche per gestirle condividono molti percorsi.

I corsi fatti da remoto hanno la stessa efficacia di quelli in presenza?

Per quanto riguarda la lettura ad alta voce sicuramente sì, anche per il public speaking questo è possibile, sebbene in questo caso la parte della postura e dell’espressione corporea rivesta un ruolo più importante. Questi corsi basano buona parte della loro efficacia sugli esercizi periodici, variabili e mai monotoni che vanno condotti fra un incontro e l’altro del corso e che vanno proseguiti anche dopo. Se ben impostati, se il docente è attento anche davanti ad una telecamera e ad un monitor, l’efficacia delle due modalità si può affermare che sia analoga.

Perché dovrei seguire un corso quando un libro, un video o un corso registrato mi offrono gli stessi argomenti?

Proprio perché gli argomenti non sono “gli stessi” ma variano a seconda del metodo del docente. Anche se gli strumenti sono analoghi (e non sempre), cambia il modo di affrontarli e come adattarli alle proprie esigenze, caratteristiche e abitudini. Un docente che conosce la materia, che segue l’allievo passo passo facendogli vedere il “come si fa”, che lo corregge, che lo supporta è più efficace rispetto ad un corso che offre le stesse caratteristiche a tutti.

Quali sono i principali limiti dello studio da autodidatta?

Anzitutto non si ha la possibilità di verificare la correttezza degli esercizi condotti e si possono acquisire brutte abitudini che possono portare ad errori la cui perseveranza può anche produrre danni spiacevoli. In secondo luogo non si dispone di un docente il cui orientamento sia più in linea con le proprie aspettative (artistiche, di volontariato, professionali ecc.) e quindi elaborare il piano didattico più adeguato.

Quindi seguire i manuali non serve?

Serve se il processo di apprendimento è accompagnato da un lavoro con un docente, con qualcuno cioè che accompagni l’allievo che troverà nel manuale gli elementi necessari e che li adotterà con il supporto selettivo e costruttivo del docente. Successivamente il manuale sarà un prezioso supporto cui ricorrere per esercitazioni periodiche e verifiche (che come gli “esami” di Eduardo de Filippo “non finiscono mai”).

Finito il corso non devo fare altro?

Al contrario: la fine del corso è l’inizio di un percorso di miglioramento e consolidamento continuo delle nozioni acquisite. Si tratta di far diventare abitudini virtuose le pratiche acquisite attraverso un esercizio periodico che è ancora migliore se ad intervalli regolari (anche di svariati mesi) si confrontano col docente.

Si può cambiare la propria voce?

La voce si può migliorare per essere più credibili, più convincenti, più piacevoli, perché essendo il principale strumento di comunicazione, saperlo controllare ci permette di ottenere un successo maggiore; lo scopo può essere quello di diventare speaker radiofonici, attori o doppiatori ma anche lo star bene con sé stessi e far star bene le persone intorno a noi favorendo un clima assertivo tanto che si parli ad un esercente o ad una riunione di condominio, che si legga in chiesa o si racconti una fiaba a un bambino oppure si intrattengano persone care o si faccia volontariato presso strutture per anziani, bambini ecc.

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